Una panoramica su... Sovrappeso e Obesità

Aggiornato il: feb 14

Il peso corporeo di una persona rappresenta un indicatore dello stato di salute da valutare nel complesso di altri dati. Un valore considerato sano è quello che predispone alla migliore condizione di salute ed è il risultato della combinazione di diversi fattori e dell'interazione tra loro. In sostanza, parlando di persone senza specifiche condizioni patologiche, è il risultato di un'alimentazione sana, di una regolare attività fisica e di una buona dimensione psicologica.


Per molti secoli, la capacità di immagazzinare il grasso in eccesso dal minor rifornimento di cibo possibile può aver fatto la differenza tra la vita e la morte, non solo per l'individuo ma anche per la specie e questo è anche il motivo per cui la corpulenza era considerata un segno di buona salute e il grasso un vantaggio. Coloro che potevano immagazzinare il grasso facilmente hanno avuto un vantaggio evolutivo in un ambiente difficile fin dai primi cacciatori e raccoglitori.


Sovrappeso e obesità hanno iniziato ad essere considerati come negativamente impattanti sulla qualità della vita alla fine del XVIII secolo, ma è stato solo nei primi decenni del XX secolo che le complicazioni morbose e l'aumento della mortalità legate all'obesità hanno cominciato a essere documentate dall'industria assicurativa. Ciò che ha reso il problema allarmante è l'aumento esponenziale della prevalenza e dell'incidenza dell'obesità negli ultimi decenni; questo aumento ha portato l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a dichiararla un'epidemia globale e una crisi mondiale della sanità pubblica.

Rebecca Anderson Nutrizionista Bologna Vegana Vegetariana Dieta Dimagrire

Sovrappeso e obesità sono spesso definiti semplicemente come un accumulo anormale o eccessivo di grasso nel tessuto adiposo che può danneggiare la salute in molti modi diversi. La causa principale deriva da un bilancio energetico positivo che porta ad un aumento di peso, ad esempio quando le calorie del cibo ingerito superano le calorie consumate nelle attività quotidiane. Ovviamente la patogenesi dell'obesità è molto più complessa di un semplice paradigma del cibo disponibile e dello sforzo speso per ottenerlo. Molti fattori possono portare a squilibri energetici e aumento di peso e includono geni, abitudini alimentari, come e dove vivono le persone, atteggiamenti ed emozioni, abitudini di vita e reddito. Si tratta spesso quindi di fattori che al di là della dieta e dell'esercizio fisico influenzano l'obesità e rendono le conseguenze di una cattiva alimentazione e di un esercizio limitato molto peggiori di quanto sarebbero altrimenti. I fattori ereditari possono contribuire in modo significativo al verificarsi di questa patologia nelle famiglie, sebbene i fattori ambientali abbiano un ruolo più predominante nel suo sviluppo.


Lo squilibrio tra la facile disponibilità di cibi ad alto contenuto calorico e la ridotta attività fisica sembra spiegare l'attuale epidemia di obesità. La deposizione di grasso è un processo fisiologico adattativo di accumulo di energia che è diventato disadattivo quando i progressi tecnologici hanno alterato l'equilibrio tra la disponibilità di cibo e il dispendio energetico dell'organismo, in particolare quello speso per ottenere cibo.


La storia dell'obesità è indelebilmente legata alla storia del cibo ed è un classico esempio delle malattie ritenute effetti collaterali del processo evolutivo dell'uomo e della società moderna.


Ecco quattro immagini, ricavate dai grafici interattivi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (2016), riguardo l'andamento del BMI della popolazione, divisa per sesso, dal 1975 al 2014.

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BMI uomini sopra ai 18 anni, 1975


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BMI uomini sopra ai 18 anni, 2014

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BMI donne sopra ai 18 anni, 1975


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BMI donne sopra ai 18 anni, 2014


Come accennato in precedenza, studi epidemiologici hanno associato questa condizione patologica ad un maggior rischio di malattie croniche legate a quasi tutto il sistema come disturbi del sistema cardiovascolare, scheletrico e digerente, diabete, sindrome metabolica e dislipidemia, disfunzioni sessuali e disturbi psicologici. Il peso corporeo più elevato è anche associato ad una serie di forme neoplastiche e aumentano la mortalità per tutte le cause.


È importante sottolineare che una condizione di sovrappeso e obesità risulta particolarmente critica nei bambini poiché, essendo in fase di sviluppo, hanno tessuti molto sensibili alle crescenti stimolazioni. È probabile che bambini in sovrappeso e obesi rimangano poi obesi nell'età adulta e acquisiscano quindi maggiori probabilità di sviluppare malattie correlate. Anche l'apporto nutrizionale della madre in gravidanza può influenzare fortemente il peso corporeo del neonato dalla nascita agli anni successivi.


In generale, l'obesità viene trattata con alcuni cambiamenti nello stile di vita come programmi dietetici e routine di esercizi. Anche i farmaci e gli interventi chirurgici possono essere un'opzione a seconda della causa dell'obesità sviluppatasi, della sua gravità e delle scelte dell'individuo.


Sia chiaro che il tessuto adiposo è estremamente importante per il corretto funzionamento fisiologico dell'organismo (approfondimenti in un articolo dedicato), ma quando c'è un apporto energetico superiore o inferiore al fabbisogno, il tessuto adiposo inizia ad adattarsi alle necessità del corpo aumentando o diminuendo la sua massa. Si tratta di un processo che può richiedere del tempo ma i problemi iniziano quando questi aggiustamenti raggiungono un punto in cui l'organismo ha un alto rischio di sviluppare condizioni patologiche con alto rischio di mortalità.


Le definizioni per la classificazione di peso ideale, sovrappeso e obesità nelle popolazioni si sono storicamente basate su misure antropometriche piuttosto che su misure cliniche di adiposità. Tuttavia, è necessario chiarire che il tessuto adiposo ha una densità molto diversa da quella del tessuto muscolare e osseo, quindi non è stato così facile identificare un indice di peso preciso, veloce da calcolare ed economico. Dagli anni '80, gli indici di peso in relazione all'altezza hanno guadagnato favore perché hanno il grande vantaggio che le misurazioni stesse possono essere effettuate facilmente, rapidamente e con un discreto grado di precisione, anche se hanno l'inevitabile svantaggio di non tener conto di massa muscolare, struttura ossea e acqua. Forniscono però una stima di adiposità che può essere facilmente confrontata tra gli studi e tra la popolazione.

L'indice di massa corporea (BMI) è il più semplice dato antropometrico da rilevare perché basato su peso e altezza, ed è quindi di gran lunga il più utilizzato per classificare il sovrappeso e l'obesità negli adulti. È definito come il peso di una persona in chilogrammi diviso per il quadrato della sua altezza in metri (kg / m2). Questo indice ci fornisce la misura più utile a livello di popolazione poiché è lo stesso per entrambi i sessi e per tutte le età degli adulti. Tuttavia, dovrebbe essere considerata una guida approssimativa perché potrebbe non corrispondere allo stesso grado di grasso in individui diversi. In effetti, quanto è obesa una persona e quanto è in sovrappeso non sono proprio la stessa cosa. L'obesità implica una quantità eccessiva di grasso corporeo, ma una persona può risultare sovrappeso per la sua altezza (secondo il BMI) semplicemente perché è più muscoloso della media. Quindi nella valutazione dello stato nutrizionale dell'individuo è sempre bene associare al BMI una più dettagliata analisi antropometrica tramite altre misurazioni, quali misura delle circonferenze, plicometria e bioimpedenziomentria.


Comunque riassumendo, per gli adulti di età superiore ai 20 anni, l'OMS definisce:

  • Condizione di sottopeso per BMI inferiore a 18,5

  • Condizione di peso normale per BMI compreso tra 18,5 e 24,9

  • Condizione di pre-obesità/sovrappeso per BMI tra 25,0 e 29,9

  • Condizione di obesità di classe I per BMI compreso tra 30,0 e 34,9

  • Condizione di obesità di classe II per BMI compreso tra 35,0 e 39,9

  • Condizione di obesità di classe III per BMI superiore a 40


Rebecca Anderson Nutrizionista Bologna Vegana Vegetariana Dieta Dimagrire

Classificazione di sovrappeso e obesità in base a BMI, circonferenza della vita e rischio di malattia associato. (American Medical Association, 1998)


Un altro indice molto importante per valutare il rischio cardiovascolare legato al sovrappeso è il WHR che esprime il rapporto tra la circonferenza della vita e la circonferenza dei fianchi. Determinati valori ci segnalano un accumulo di grasso viscerale rispetto a quello sottocutaneo, il quale strettamente correlato a rischio cardiovascolare. In particolare, un risultato superiore a 0,85 descrive un'obesità di tipo androide, invece di un risultato inferiore a 0,78 descrive un'obesità di tipo ginoide.


Valutare la proporzione di grasso nei vari distretti corporei è quindi molto importante perché una distribuzione sproporzionata del grasso gioca un ruolo importante nello sviluppo di alcuni disturbi metabolici e può in ultima analisi influenzare la morbilità e la mortalità. Gli uomini di solito sono caratterizzati da una conformazione di tipo androide ("a mela") che mostra una distribuzione viscerale superiore del tessuto adiposo, mentre le donne sono caratterizzate da un tessuto adiposo di tipo sottocutaneo, con conformazione di tipo ginoide ("a pera"), che è prevalentemente presente nella parte inferiore del corpo (fianchi e cosce) tipico degli adipociti sottocutanei. L'obesità androide è un fattore di rischio cardiovascolare più dell'obesità ginoide.


Questo articolo voleva essere una panoramica sulla situazione attuale riguardante sovrappeso e obesità. Per ovvi motivi non sono stati approfonditi diversi aspetti, ma l'intento era quello di portare maggiore consapevolezza su quello che sta accadendo alla nostra società. Prossimamente dedicherò degli spazi ad approfondimenti specifici legati all'argomento e anche alle metodiche di analisi antropometrica (quali ad esempio plicometria e bioimpedenziometria).



BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  1. American Medical Association, (1998). Executive Summary of the Clinical Guidelines on the Identification, Evaluation, and Treatment of Overweight and Obesity in Adults. Archives of Internal Medicine; 158(17): 1855.

  2. Eknoyan G., (2006). A History of Obesity, or How What Was Good Became Ugly and Then Bad. Advances in Chronic Kidney Disease; 13(4): 421–27.

  3. Eknoyan G., (2008). Adolphe Quetelet (1796-1874) - The Average Man and Indices of Obesity. Nephrology Dialysis Transplantation; 23(1): 47–51.

  4. Rocco Sergio. IL MANUALE PRATICO della COMPOSIZIONE CORPOREA. Rilevazione - Stima - Interpretazione. II Edizione, 2016, SNS for Life SAGL

  5. Khosla T., Lowe C. R., (1967). Índices of Obesity Derived From Body Weight and Height. Br J Prev Soc Med; 21: 22–28.

  6. World Health Organization, (2008). FAO food and nutrition paper Fats and Fatty Acids in Human Nutrition. Report of an Expert Consultation.

  7. Willett W., Nutritional Epidemiology, OUP USA, 3rd Edition, 2013.

  8. Yang Z., Huffman S. L., (2013). Nutrition in Pregnancy and Early Childhood and Associations with Obesity in Developing Countries. Maternal and Child Nutrition; 9(SUPPL. 1): 105–19.

  9. http://www.who.int



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